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Il Parlamento Europeo e l’OMS sull’uso della cannabis terapeutica

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É del 13 febbraio scorso la Risoluzione non legislativa n. 2018/2775 (RSP), approvata a seguito di un’interrogazione alla Commissione europea sull’uso della cannabis a scopo terapeutico.

Quali sono le premesse della Risoluzione

Parte dall’assunto che la pianta di cannabis, nelle sue molteplici varietà, é costituita da piú di 480 composti fra cui oltre 100 cannabinoidi (psicoattivi e non): dai più noti THC e CBD al cannabidiolo, acido cannabidiolico, cannabigerolo, cannabicromene, tetraidrocannabivarina.
Tutti principi attivi in grado di avere effetti neuroprotettivi e di ridurre alcuni sintomi nei pazienti quali dolore cronico, infiammazione, nausea e vomito.

La ricerca scientifica

Le evidenze scientifiche derivanti dalle sperimentazioni e gli studi in campo medico hanno dimostrato l’efficacia dei cannabinoidi su patologie importanti, come la sclerosi multipla (di seguito il link al nostro articolo  https://www.weedzine.it/2018/09/10/gli-effetti-della-cannabis-terapeutica-sulla-sclerosi-multipla/), l’epilessia (di seguito il link al nostro articolo  https://www.weedzine.it/2018/09/11/cura-epilessia-con-cbd/), la Sindrome di Tourette, il morbo di Alzheimer (di seguito il link al nostro articolo https://www.weedzine.it/2019/01/26/puo-la-cannabis-influire-positivamente-nella-sindrome-di-alzheimer/), il morbo di Crohn, la depressione, alcune tipologie di tumori (di seguito il link al nostro articolo https://www.weedzine.it/2018/10/01/la-cannabis-nella-cura-del-tumore-al-pancreas/) e sugli effetti antiemetici nelle cure chemioterapiche; efficacia testata anche nei piú comuni disturbi legati ad artrosi, ansia, glaucoma e dolori mestruali, oltre che nel contribuire a ridurre il rischio di obesità e diabete.

La legislazione inesistente

Nella Risoluzione si da inoltre evidenza dello scarso sostegno al finanziamento nella ricerca in materia di cannabis terapeutica e della mancanza di un sistema uniforme di norme per la marcatura e l’etichettatura di farmaci contenenti cannabinoidi e di regolamentazione in materia di commercializzazione da parte degli Stati Membri dell’UE (oltre alla carenza di informazioni affidabili), a fronte di una sempre crescente domanda da parte di un’ampia gamma di portatori di interessi (pazienti in primo luogo, ma anche ricercatori, medici e sanitari, strutture ospedaliere e Asl).

L’invito alla Commissione europea e agli Stati membri

La Risoluzione conclude con il seguente invito in 17 punti, che riportiamo integralmente e testualmente:
1. Invita la Commissione e le autorità nazionali a collaborare per fornire una definizione giuridica della cannabis terapeutica e a operare una chiara distinzione tra medicinali a base di cannabis approvati dall’EMA o da altre agenzie di regolamentazione, cannabis terapeutica non supportata da sperimentazioni cliniche e altre applicazioni della cannabis (ad esempio a scopo ricreativo o industriale);
2. ritiene che la ricerca sui potenziali benefici dei medicinali derivati dalla cannabis e sulla cannabis in generale abbia ottenuto scarsi finanziamenti e dovrebbe essere adeguatamente affrontata nell’ambito del prossimo 9° programma quadro e dei programmi nazionali di ricerca al fine di esplorare, tra l’altro, i possibili usi di THC, CBD e altri cannabinoidi a fini terapeutici, nonché i loro effetti sull’organismo umano, inclusi gli insegnamenti tratti dall’esperienza della prescrizione off-label della cannabis;
3. invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare gli ostacoli normativi, finanziari e culturali che gravano sulla ricerca scientifica in materia di uso della cannabis a scopo terapeutico e sulla ricerca in materia di cannabis in generale; sollecita inoltre la Commissione e gli Stati membri a definire le condizioni che consentano di svolgere ricerche scientifiche affidabili, indipendenti e ben documentate sull’uso di medicinali a base di cannabis a scopo terapeutico;
4. invita la Commissione a definire, d’intesa con le autorità competenti, i settori prioritari per la ricerca sulla cannabis a scopo terapeutico e ad attingere alle ricerche d’avanguardia condotte in altri Paesi, concentrandosi sui settori che possono apportare il maggiore valore aggiunto;
5. invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare l’attività di ricerca e a stimolare l’innovazione nell’ambito di progetti relativi all’uso della cannabis a scopo terapeutico;
6. invita la Commissione a mettere a punto una strategia globale per garantire le norme più elevate in materia di ricerca indipendente, sviluppo, autorizzazione, commercializzazione, farmacovigilanza e prevenzione degli abusi di prodotti derivati dalla cannabis; sottolinea la necessità di standardizzare e uniformare i prodotti contenti medicinali a base di cannabis;
7. sottolinea l’importanza di una stretta collaborazione e armonizzazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) in ordine alle ulteriori iniziative dell’UE nel settore della cannabis terapeutica;
8. invita la Commissione a istituire una rete che riunisca l’EMA, l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), le autorità nazionali competenti, nonché le organizzazioni di pazienti, la società civile, le parti sociali, le organizzazioni dei consumatori, gli operatori sanitari e le ONG, insieme ad altri soggetti interessati pertinenti, per garantire un’effettiva attuazione della strategia per i medicinali a base di cannabis;
9. invita gli Stati membri a fornire agli operatori sanitari una formazione medica adeguata e ad incoraggiare una maggiore conoscenza della cannabis terapeutica basata su ricerche indipendenti e di vasta portata; sollecita inoltre gli Stati membri a lasciare interamente alla discrezione professionale dei medici la prescrizione di medicinali a base di cannabis approvati da un’autorità di regolamentazione a pazienti affetti da patologie pertinenti nonché di consentire ai farmacisti di onorare legalmente tali prescrizioni; evidenzia la necessità di formazione e di accesso alle pubblicazioni sui risultati delle attività di ricerca indipendente per tutto il personale medico (studenti di medicina, medici e farmacisti);
10. invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri per migliorare la parità di accesso ai medicinali a base di cannabis e garantire che, ove consentito, i medicinali efficaci nel trattamento di patologie specifiche siano coperti dai regimi di assicurazione malattia, come avviene per altri medicinali; invita gli Stati membri a fornire ai pazienti una scelta sicura ed equa tra i diversi tipi di medicinali a base di cannabis, garantendo nel contempo che i pazienti siano seguiti da operatori sanitari specializzati durante il trattamento;
11. sottolinea che, per garantire che i pazienti possano accedere alla giusta terapia, specifica per il singolo caso e volta a soddisfare le loro esigenze individuali di pazienti affetti da patologie singole o multiple, è essenziale garantire che essi ricevano informazioni complete sull’intera gamma di profili delle varietà della pianta utilizzati nel medicinale fornito; rileva che tali informazioni consentirebbero ai pazienti di assumere una maggiore responsabilità e ai medici di prescrivere i medicinali tenendo in considerazione le esigenze globali del paziente e la terapia corrispondente;
12. invita gli Stati membri a riesaminare le loro legislazioni pertinenti sull’uso dei medicinali a base di cannabis qualora la ricerca scientifica dimostri che non è possibile ottenere lo stesso effetto positivo utilizzando i medicinali comuni che non creano dipendenza;
13. invita gli Stati membri a garantire una disponibilità sufficiente di medicinali a base di cannabis a scopo terapeutico per soddisfare le esigenze effettive, sia attraverso la produzione sulla base dei loro criteri medici nazionali o, eventualmente, attraverso importazioni che ottemperino i requisiti nazionali in materia di medicinali a base di cannabis;
14. invita la Commissione a collaborare con gli Stati membri per garantire che la cannabis a scopo terapeutico, sicura e controllata, provenga esclusivamente da prodotti derivati dalla cannabis che siano stati sottoposti a sperimentazioni cliniche, valutazione normativa e approvazione;
15. esorta la Commissione a garantire che le ricerche sulla cannabis terapeutica e il suo utilizzo nell’Unione non favoriscano in alcun modo le reti criminali del narcotraffico o la loro espansione;
16. sottolinea che una regolamentazione dei medicinali a base di cannabis esaustiva e basata sulle evidenze si tradurrebbe in risorse aggiuntive per le autorità pubbliche, limiterebbe il mercato nero, garantirebbe la qualità e l’accurata etichettatura dei prodotti per contribuire a controllare i punti di vendita, limiterebbe l’accesso dei minori a questa sostanza e consentirebbe ai pazienti di utilizzarla con certezza giuridica e in modo sicuro a fini terapeutici, applicando particolari precauzioni per i giovani e le donne in stato di gravidanza;
17. sottolinea che una rigorosa prevenzione delle dipendenze tra i minori e i gruppi vulnerabili deve essere sempre parte integrante di qualsiasi quadro normativo.”
La Risoluzione é stata approvata per alzata di mano. Di seguito il documento integrale. (Risoluzione P.E.). Un testo esauriente e completo.

Le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

La Risoluzione del Parlamento Europeo si pone a valle della recentissima raccomandazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanitá (OMS) rivolta al Segretario Generale delle Nazioni Unite per eliminare la cannabis dalla lista delle sostanze pericolose e favorirne l’uso medico. Si tratta di una lettera, a firma del Direttore Generale Antonio Guterres inviata il 24 gennaio scorso. (Raccomandazione OMS).
La raccomandazione in particolare é quella di eliminare la cannabis dalla Tabella IV della Convenzione unica sugli stupefacenti risalente al 1961 e riportante l’elenco degli “stupefacenti considerati particolarmente pericolosi e senza alcuna importanza terapeutica” e l’inserimento di alcuni preparati farmaceutici a base di cannabis nella Tabella III della Convenzione medesima tra le “sostanze con valore terapeutico e con basso rischio di abuso“.

Il riferimento, ovviamente, é sempre e solo alla cannabis terapeutica (e non a quella a scopo ludico-ricreativo).

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